Le otto ballerine di Corpi senza volto abbracciate davanti a un sipario scuro, luce calda

01 Libro fotografico, 2026

Corpi senza volto

Il corpo femminile tra controllo e riappropriazione

Un libro fotografico con otto ballerine, in cinque capitoli. Corpi che non chiedono di essere riconosciuti, ma visti.

Formato
Libro fotografico
Anno
2026

Credits

Concept, ricerca, narrazione visiva, art direction e direzione di progetto
Tiziana Lisci
Book design e impaginazione
Tiziana Lisci
Fotografia e post-produzione
Luca Pegorer
Assistente fotografo
Giusi Cristofano
Ballerine
Nadia Alberti, Silvia Andriani, Giovanna Auriemma, Claudia Cassano, Veronica Di Cristofaro, Irene Maurelli, Aurora Paoloni, Elena Pisani
Location
Sala Prove Off, Teatro Golden, Roma

Chi racconta il corpo femminile, con quale sguardo e con quale intenzione?

Introduzione

Corpi senza volto non è un progetto sull’assenza. È un progetto sulla presenza, quella presenza che troppo spesso viene ignorata, ridotta, non riconosciuta.

Le donne che incontrerai qui hanno un volto. Hanno un’identità. Ma in questo progetto non ti chiedo di riconoscerle: ti chiedo di vederle. Di guardare come si muovono, dove portano il peso, dove trovano la forza. Di cercare chi sono non nei loro lineamenti, ma nel modo in cui occupano lo spazio, trasformano il movimento in linguaggio e il corpo in voce.

Prima di ogni scatto, a ciascuna di loro è stata letta una serie di domande. Non dovevano rispondere a parole. Dovevano rispondere con il corpo. Quello che vedi è il risultato di quelle risposte.

Cinque capitoli, cinque momenti. Un percorso che non ha una soluzione, ma ha una direzione: verso una presenza che non chiede il permesso di esistere.

A chi, anche solo un giorno,
si è sentito sbagliato per essere sé stesso.

Scelte stilistiche

01

La danza

Un linguaggio, prima ancora che una scelta estetica. Il corpo della ballerina attraversa controllo e disciplina, trovando nel movimento una forma autentica di espressione.

02

La fotografia

Cristallizzare il momento, fermare il movimento per educare lo sguardo. L’immagine fissa invita a sostare e a riconoscere il corpo come soggetto.

03

Bianco e nero / colore

Due possibilità espressive, non due momenti narrativi. Il bianco e nero enfatizza forma, gesto e tensione; il colore restituisce vitalità e presenza fisica.

Processo creativo

Riferimento visivo: danzatrice con abito bianco

La ricerca

Riferimenti di danza e fotografia raccolti prima dello shooting.

Briefing con le ballerine in sala prove

Il metodo

Prima di ogni scatto, a ciascuna ballerina è stata letta una serie di domande. Dovevano rispondere con il corpo.

La sala prove vuota del Teatro Golden

La location

Sala Prove Off, Teatro Golden, Roma.

Sul set: il fotografo scatta, la direzione artistica segue

La direzione artistica

Sul set con il fotografo Luca Pegorer.

Capitolo 01/05

Controllo

Chi sei, quando nessuno ti guarda?
E quando tutti ti guardano?

C’è sempre uno sguardo.
Anche quando non lo vedi.
Anche quando pensi di essere sola.

Ci sono regole che non vengono dette.
Ma si imparano lo stesso.
Come stare.
Come muoversi.
Come occupare meno spazio.

Il tuo corpo è stato educato.
Corretto.
Disciplinato.
Ha imparato a contenersi.
A non eccedere.
A non disturbare.

Ballerina di profilo sulle punte, isolata nel buio
Ballerina con le braccia tese, il corpo in tensione
Figura in arabesque su fondo nero
Schiena nuda con le braccia in alto: i muscoli disegnati dalla luce
Ballerina seduta, il busto inclinato nell’ombra
Gambe sulle punte, corpo piegato in avanti
Ballerina accovacciata sulle punte
Una gamba tesa emerge dal buio

Capitolo 02/05

Instabilità

Quante volte ti sei sentita osservata?
Quante volte giudicata?
Non per quello che fai.
Ma per quello che sei.

Quante volte ti sei sentita sminuita?
E quante volte ti hanno fatto sentire inferiore?
Senza alzare la voce.
Senza dire niente.
Ma facendotelo capire.

Quante volte ti sei adattata?
Hai cambiato un gesto.
Abbassato lo sguardo.
Trattenuto un movimento.
Senza poter dire niente.

Busto inarcato all’indietro, braccia aperte nel buio
Ballerina in equilibrio precario, una gamba sollevata
Figura sospesa in un salto
Dettaglio di un braccio teso
Bianco e nero: busto con la testa reclinata
Bianco e nero: dettaglio di spalla e collo
Ballerina con la gonna in movimento, capelli all’indietro
Corpo capovolto, gambe verso l’alto
Bianco e nero: braccio e gamba tra le pieghe del tessuto

Capitolo 03/05

Reazione

A chi appartiene il tuo corpo?
A te? O a chi guarda?

C’è una forma giusta.
Un modo giusto e un limite da non superare.
E se lo superi…
diventi troppo.
Troppo visibile.
Troppo presente.
Troppo.

E se smettessi?
Di correggerti.
Di trattenerti.
Di renderti più piccola.

Come si muove un corpo che non chiede il permesso?
Come si muove un corpo che non vuole più piacere?

Corpo capovolto con le gambe aperte a V verso l’alto
Figura raccolta in movimento
Ballerina in piedi, postura aperta e sguardo diretto
Bianco e nero: due ballerine in slancio
Ballerina in salto, la gonna come un’ombra
Braccia spalancate, volto rivolto alla luce
Bianco e nero: intreccio di gambe e corpi

Capitolo 04/05

Esposizione

Come si muove un corpo che rifiuta di essere guardato?
Ma è comunque esposto.

Dove senti il peso?
Nelle spalle?
Nelle mani?
Nel respiro?
E invece dove senti la forza?

Lascia che il tuo corpo risponda.
Non cercare una forma giusta
o di essere vista nel modo corretto.

Essere visibile non è sempre una scelta.
Ma può diventare una presa di posizione.

Figura capovolta sospesa nel buio
Bianco e nero: grand jeté, il corpo in volo
Bianco e nero: due ballerine saltano davanti alle finestre della sala prove
Controluce: capelli e schiena distesa a terra
Ballerina in spaccata a mezz’aria
Bianco e nero: salto nella sala prove

Capitolo 05/05

Respiro

Lascia emergere quello che resta.
Quello che non è stato detto. Quello che non ha trovato spazio.
Non tutto deve essere composto. Non tutto deve essere corretto.

C’è un momento in cui il corpo smette di trattenere.
E il respiro cambia.
Si allarga. Occupa spazio.

Il corpo non chiede più il permesso. Non si riduce. Non si corregge.
Non è una rottura. È qualcosa di più sottile. Una presenza.

Il corpo resta. Intero. Visibile.
Non è più adattamento. Non è più reazione.
È scelta.

Se nessuno ti avesse mai detto come essere… come ti muoveresti?

Ballerina con un braccio alzato, l’addome nella luce
Ritratto in bianco e nero, sguardo in camera
Ritratto in bianco e nero, capelli sciolti
Bianco e nero: le otto ballerine in fila
Il gruppo con le braccia levate verso l’alto, luce calda
Ritratto con lunghi capelli scuri
Ritratto in bianco e nero, sguardo fermo
Ballerina in piedi a figura intera, sola nel buio
Bianco e nero: il gruppo in movimento
Corpi intrecciati a terra, volti distesi, luce calda