
02 Serie fotografica, 2026
Unholy
La liturgia della carne
Una serie fotografica sull’intimità, scattata in una camera da letto con due persone, Morgana e Mattia. Le foto si alternano ai testi, come in un piccolo libro di preghiere.
Credits
Il sacro non è sempre un tempio.
Talvolta è una stanza chiusa.
Un letto sfatto.
Un corpo che nessuno vede.





Chiudersi la porta alle spalle è il primo gesto liturgico.
Fuori restano i pensieri, i rumori del traffico,
le scadenze, la gente che parla troppo.
Cosa fai ora che nessuno ti vede?
Ora che resti solo con te stesso?
Qui, dentro le tapparelle abbassate, solo tu e la carne:
la pelle è l’unico confessionale rimasto.



Ci sono giorni in cui farsi del bene
significa consumarsi le dita,
trovare il sacro lì dove gli altri
vedono solo una colpa.


Ci sono gesti che diventano rituali.
Ci sono gesti che diventano ricordi.
Rimangono impressi nella mente
e nessuno te li può togliere,
e nessuno te li può rubare.









Nessuno ci ha insegnato
quanto coraggio serva
per lasciarsi toccare.

E ancora di più nel lasciarsi vedere.






Tutti sono capaci a spogliarsi.
È un gesto semplice. Quotidiano. Automatico.
Ma l’intimità pretende altro.
Chiede di togliere ciò che il corpo non può coprire:
le paure,
i desideri,
le fragilità.



